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avevano buone probabilità di rintracciare il giovane delinquente in breve tempo.
Uscimmo dalla questura alle 17,30 ed accompagnammo Cristine a casa.
Peter mi disse che doveva andare al centro commerciale e così mi invitò a fargli compagnia.Accettai di buon grado, visto che quel pomeriggio non avevo niente da fare.
L'ipermercato era a pochi minuti dal centro, ma in seguito al traffico arrivammo dopo mezz'ora.
Pioveva ed il fiume stava già salendo un po' di livello da destare la curiosità di qualcuno che si affacciava dal ponte per vederlo scorrere nella sua ondata.
C'erano tre ragazzine che erano molto curiose, se non che, una di loro perse l'equilibrio per la troppa esposizione e cadde inevitabilmente nel fiume. Le sue amiche disperate, iniziarono ad urlare, quando di li passò un ragazzo con il motorino; colpo di scena: era lo scippatore di prima, notò subito Peter, ed insieme ci godemmo la scena da una distanza di cinquanta metri.
Il ragazzo incuriosito, si fermò, ed appena seppe dell'accaduto non perse il minimo di tempo: si tuffò nel fiume.
Non potevamo fare a meno di fermarci e vedemmo l'eroe trasportato dalla corrente e poco più lontano la ragazza di prima.
Lo scippatore si dimostrò comunque un buon nuotatore ed in breve tempo riuscì a raggiungere la malcapitata che nel frattempo stava per annegare.
Raggiunsero la riva più vicina e l'eroe praticò la respirazione bocca a bocca a quella ragazza, che poco dopo rinvenne. Sorpresa ed emozionata, non fece in tempo a ringraziare il salvatore, che quest'ultimo si dileguò rincorso alle calcagna dalla polizia.
La ragazza stupita non riusciva a darsene una ragione e raggiunta in seguito dalle amiche, riuscì a sapere la verità che accettò con amarezza.
Il suo salvatore era un delinquente, ma era sempre il suo salvatore e la polizia, poco dopo, la interrogò per sapere come era il volto dell'eroe, ma lei si rifiutò, forse già innamorata.
Il salvatore, comunque, nel suo gesto altruistico, perse la pistola ed inseguito dalle forze dell'ordine, si tuffò di nuovo nel fiume e si lasciò trasportare dalla corrente.
Intanto il tempo peggiorò e la pioggia si fece scrosciante.
L'eroe fu sbattuto violentemente sul pilone dell'altro ponte della città. Le sue condizioni si fecero subito drammatiche.
Una pozza di sangue comparve subito nell'acqua fra lo stupore dei soccorritori.
Portato subito all'ospedale, dopo aver faticato non poco in quelle condizioni meteo e dalla difficile posizione nella quale si trovava, fu subito ricoverato in terapia intensiva.
Più tardi la ragazza soccorsa, lo andò a trovare ed in preda ad una grande angoscia, non riuscì a controllare le lacrime di fronte al suo salvatore.
L'eroe se la cavò, la vecchietta ritirò la denuncia ed i due giovani, adesso, sono una felice coppia con tre splendidi bambini.
Paolo Cei
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